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Messaggio di "2013" aprile

Sam Shuster, professore in dermatologia, spiega perché non rinunciare all'abbronzatura

Sam Shuster, professore emerito in dermatologia all’Università Newcastle

(GB) risponde alla giornalista Kira Cochrane che il 7.7.2010 ha scritto sulla testata ingleseGuardian.co.uk uno degli ormai triti e ritriti articoli negativi su sole, abbronzatura e lettini abbronzanti. Nell'articolo lei si chiede come mai gli inglesi non riescano a rinunciare alla tintarella...

Ecco la sua risposta:

Non lasciare che l'infondata paura per il melanoma ti allontani dal sole.

Ci sono molte buone ragioni per le quali non rinunceremo e non dovremmo rinunciare alla tintarella. La giornalista Kira Cochrane (7.7.2010 guardian.co.uk) si chiede perché non possiamo rinunciare alla tintarella. La risposta è semplice: non siamo convinti che i presunti danni siano maggiori dei benefici e non ci piace la campagna prepotente che semina paura contro l'esposizione al sole. Le statistiche sul cancro alla pelle hanno la tendenza a spaventare e non a educare. Quasi tutti gli 84.000 "cancri" della pelle che compaiono ogni anno sono di fatto benigni, non danno metastasi né uccidono; il loro nome “cancerogeno” è uno (storico) termine improprio. Certo, l'esposizione al sole incrementa le rughe del viso come del resto il fumo, ma "l'orco", nel gioco della paura è il melanoma, perché quello vero è spietato. Come riporta l’articolo la “UK Cancer Research” in Gran Bretagna dichiara che l'incidenza del melanoma maligno è "quadruplicata in Gran Bretagna negli ultimi 30 anni". Ma se fosse così avremmo visto interi carichi di bare. Invece non è stato così e in un ampio studio pubblicato recentemente (British Journal of Dermatology, 2009), i miei colleghi ed io abbiamo dimostrato che la ragione per cui la mortalità non era aumentata di pari passo con le incidenze era che i tumori rilevati erano in realtà benigni; non si trattava realmente di melanomi maligni. La nostra spiegazione sulla falsa epidemia di melanomi è "la tendenza diagnostica che classifica le lesioni benigne sotto la voce... melanoma"; una diagnosi sbagliata "spinta dalla medicina preventiva/difensiva, una risposta che non sorprende, dovuta alla sua commercializzazione." La ri-categorizzazione della IARC (Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro) che la Cochrane cita, che attribuisce ai lettini solari “lo stesso alto rischio… delle sigarette e dell’amianto” è assurdo. Questo campo è un caos di conclusioni contraddittorie e l’affermazione che i giovani siano sottoposti a rischio in modo particolare, di cui parla ripetutamente l’articolo, ormai è smentito. Ma obbiettivamente, poiché oggi sappiamo che la maggiore incidenza è invalidata dalla errata classificazione come maligne, di malattie invece benigne; finché la diagnosi non migliorerà soltanto gli studi sulla mortalità per melanoma sono attendibili, e i pochi studi compiuti dimostrano che la mortalità per melanoma in realtà, di fatto diminuisce con l'esposizione agli UV! L'infelice correlazione tra il melanoma ed eccessiva esposizione ai raggi UV ha visto correre i fobici del sole a proteggersi, pensando, come riporta l’articolo, che una sola scottatura "potrebbe sviluppare un melanoma". Ma non è così: diversamente dai tumori benigni che sono causati dai raggi UV, i melanomi non sono prevalenti su una pelle che è stata esposta al sole. Ci sono motivazioni legate al buon senso per evitare le scottature e per usare le creme solari – ma non per prevenire il melanoma, per il quale, come è stato dimostrato, si sono rivelate inefficaci. La Cochrane si chiede come mai "associamo ancora la pelle abbronzata con la buona salute" ma le buone ragioni sono molte. Benché gli impieghi medici che sono valsi a Niels Ryberg Finsen il premio Nobel siano oggi sorpassati, esistono utilizzi moderni e innovativi nell’ambito della fotochemioterapia, dermatologia e psichiatria. L'immagine che abbiamo di noi stessi migliora concretamente con l'abbronzatura e impareremo molto dalla comprensione dei meccanismi di questo benessere. I raggi UV avviano la sintesi della vitamina D, essenziale per le nostre ossa, e la promozione delle creme solari ha causato problemi. Questo ha un profondo effetto sul nostro sistema immunitario. Stranamente, la falsa scienza dell'epidemiologia descrittiva, la stessa che creò il mito del melanoma, ora afferma che gli UV diminuiscono l'incidenza di molti cancri interni e del melanoma, facendo prevalere quindi gli effetti positivi. Piante e animali devono la loro esistenza al sole e non sorprende che abbiano imparato a trasformarlo e a usarlo. Ecco perché non possiamo fare a meno della nostra tintarella e soprattutto perché non dovremmo farne a meno.


PDF della risposta di Sam Shuster tradotta in italiano.

Risposta originale di Sam Shuster in inglese.

Articolo di Kira Cochrane in inglese. 

Fonte della notizia ilsole.ch

Video intervista in italiano al Dr.Holick

Videointervista(in italiano) al Dr.Holick, il maggior specialista al mondo sulla vitamina D (6-2009)



Michael Holick, professore di medicina, fisiologia e biofisica, direttore del Centro di Ricerca di Medicina e della “Clinica per la Salute delle Ossa” al Boston University Medical Center, autore del libro “The UV Advantage” e del più recente "The Vitamin D Solution"
I suoi siti web:

www.vitamindhealth.org
www.DrHolick.com

Il New York Times ha scritto di lui:

LA GENTE DOVREBBE AVERE L'OPPORTUNITÀ DI SFRUTTARE LE INTUIZIONI DEL DOTT. HOLICK SENZA ULTERIORE RITARDO

I centri abbronzatura possono pubblicizzare i benefici della Vitamina D

I centri abbronzatura possono pubblicizzare i benefici della Vitamina D

Adesso in Scozia i centri di abbronzatura hanno il permesso ufficiale di promuovere i benefici dei lettini abbronzanti come fonte di vitamina D, nonostante la protesta del governo scozzese.
Un volantino pubblicato dal centro di abbronzatura "Indigo Sun" dice che "L'ESPOSIZIONE AI RAGGI UV (SIA DEL SOLE CHE DEL SOLARIUM) È LA PIÙ IMPORTANTE FONTE DI VITAMINA D PER GLI ABITANTI DELLA GRAN BRETAGNA".
Al governo scozzese non è piaciuto questo volantino, affermando che è fuorviante.
Il centro di abbronzatura si è difeso sottolineando che non stava promuovendo un uso esclusivo dei lettini abbronzanti come fonte di produzione di vitamina D. Il volantino inoltre include degli avvertimenti riguardanti la sovra-esposizione ai raggi UV, la necessità per le persone con la pelle molto chiara o con molti nei di evitare l'esposizione agli UV e il bisogno di usare gli occhialini protettivi.
L'autorità per gli standard pubblicitari (ASA - Advertising Standards Authority) ha rifiutato le rimostranze del governo scozzese, affermando che è accettabile e quindi corretto affermare che l'esposizione ai raggi UV è la principale fonte di vitamina D per gli abitanti britannici.

Fonti:
http://www.bbc.co.uk
http://www.vitamindcouncil.org


Link:
http://www.vitamindcouncil.org
http://www.bbc.co.uk/news

Smettere di nascondersi dal sole

Guarigione d'angolo: Sun

Smettere di nascondersi dal sole

L'esposizione al sole può aumentare il nostro livello di vitamina D, la salute, l'umore e, e che ci crediate o no, può anche proteggerci dal cancro

Con Cathi Stack, ND

Vivere nelle parti settentrionali del paese può essere un po 'impegnativo quando i lunghi inverni portano freddo e una primavera triste. Non c'è da meravigliarsi che i nostri livelli di vitamina D sono eccezionalmente bassi ed i nostri tassi di cancro sono estremamente alti.

La ricerca continua a rotolare su come i livelli di vitamina D3 ci proteggono contro almeno 22 diversi tipi di cancro, compresi seno, al colon e alla prostata. I livelli ematici dovrebbero essere tra 55 e 100ng/ml, quindi l'integrazione è spesso necessaria per raggiungere questi livelli.

L'esposizione al sole è una risorsa naturale di Madre Natura per la vitamina D, ma a nostro discapito siamo diventati molto bravi a nascondersi da esso perché siamo stati bombardati con tattiche intimidatorie che portano a ritenere il sole non è sano, e anche causa di cancro - ma non è vero. Infatti, la mancanza di sole è stato collegato alla depressione, perdita di tessuto osseo, malattie cardiache, cancro, sclerosi multipla e di più. Essere all'aperto in una giornata di sole può effettivamente sollevare il vostro spirito e il vostro corpo ha bisogno di luce solare nello stesso modo in cui ha bisogno di nutrimenti essenziali per ottimizzare la salute.

Ancora più importante, molti di noi credono che esporre la nostra pelle al sole porterà al cancro della pelle. Ma dal momento che abbiamo usato la protezione solare e nascondersi dalla luce solare, l'incidenza del cancro della pelle è aumentata drammaticamente! I tassi di Melanoma (il cancro della pelle mortale) sono aumentati del 1.800 per cento dalla generazione dei nostri nonni. E la maggior parte delle persone che conosco e che sono stati diagnosticati con melanoma non sono mai stati amanti del sole. La verità è che quelli che lavorano all'aperto in realtà hanno il più basso rischio di questa forma mortale di cancro della pelle.

Una panoramica di tutte le ricerche pubblicate è stato segnalato nella "International Journal of Cancer", rivelando che le persone con "pesante esposizione professionale" per il sole hanno un rischio significativamente più basso di melanoma.

SU Cathi STACK 
Catherine (Cathi) Stack è proprietario, e Dottore in Naturopatia presso Journey II Salute LLC, fondata nel 2007 a Niagara Falls, NY Insieme con la sua pratica naturopatica a Journey II Salute, Catasta continua a lavorare a Millard Fillmore Suburban Hospital come infermiera certificata Ostetrica. Ama condividere la sua conoscenza con i suoi pazienti, colleghi, amici e lettori. Lei attualmente scrive per una serie di pubblicazioni, tra cui la sua rubrica Domenica in Niagara Gazette.Può essere raggiunto via e-mail all'indirizzo journeyiihealth@gmail.com o visitare il suo sito Web,www.journeyiihealth.com .

fonte della nostizia in lingua originale:

http://www.elevatedexistence.com/free-preview/366

Manchester United utilizza sole e lampade per ottimizzare livelli di vitamina D

L'articolo al link riporta il fatto che il Manchester United, una buona squadra di calcio dalla Gran Bretagna, espone i suoi giocatori a radiazione ultravioletta delle lampade solari al fine di mantenere i livelli di vitamina D alti. L'autore dell'articolo, sorprendentemente, non menziona un aumento delle prestazioni atletiche, tuttavia, l'esposizione al sole-lampada  è stato riconosciuto per migliorare le prestazioni atletiche fin dal 1940. I co-autore di un documento di ricerca su questo tema con il Dott. John Cannell. ( Cannell JJ , Hollis BW , Sorenson MB , Taft TN , JJ Anderson Atheltic prestazioni e vitamina D.  maggio 2009, 41. (5) :1102-10) In tale pubblicazione, abbiamo notato che i tedeschi, che hanno dominato i Giochi Olimpici per molti anni, utilizzavano trattamenti sole-lampade per diminuire il tempo di reazione e aumentare la forza, la resistenza e la velocità.

Il Manchester Club probabilmente ha utilizzato le lampade solari per proteggere la salute, ma lo stesso trattamento può aver portato a molti dei loro successi sul campo di gioco!

fonte della notizia in lingua originale

http://www.sunlightinstitute.org/manchester-united-uses-sun-lamps-optimize-vitamin-d-levels